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  • Barbara Suigo

Perché il carismatico dottor Goodwin è il medico che chiunque vorrebbe avere

Il dottor Max Goodwin è il protagonista della serie New Amsterdam - in onda su Netflix - in cui veste i panni del nuovo dirigente medico di un ospedale pubblico di New York, il New Amsterdam, appunto.


La serie TV è ispirata a delle storie vere, raccolte in un libro scritto dal dottor Eric Manheimer, che è stato realmente il direttore sanitario di un noto ospedale newyorkese.


Vediamo quali elementi del carisma possiamo estrarre dal personaggio interpretato dall'attore Ryan Eggold e cosa possiamo imparare dal suo modo di essere che lo rende indiscutibilmente magnetico. Il medico, insomma, sul quale ognuno di noi vorrebbe poter contare. Ma anche l'amico o il collega ideale.


Ambizione, tanta, ma non carrierismo


Il dottor Goodwin è un medico molto ambizioso poiché seriamente intenzionato a far funzionare egregiamente l'ospedale che dirige, anche se la sua è un'ambizione volta, prima di tutto, verso due elementi che per lui sono centrali e da cui, di conseguenza, deriva il suo successo.


Vediamo, esattamente, di cosa si tratta.


Estrazione dell'eccellenza altrui


Da una parte, infatti, Max Goodwin, diventato da poco dirigente del New Amsterdam, si impegna a sondare con cura lo staff medico ed ad estrarre l'eccellenza, professionale e umana, dunque, da ognuno di loro. Fa sentire ogni singolo dottore partecipe di un progetto più grande, un progetto che chiama in causa valori altissimi quali l'aiuto verso l'altro, senza discriminazione alcuna.


Ogni suo medico è importante ai suoi occhi e sa come valorizzarne talenti e predisposizioni senza mai prendersi il merito di un successo, attribuendolo sempre al collega a cui indirizza le sue attenzioni, dandogli, dunque, il famoso "rinforzo positivo".


Così facendo, ogni dottore si sente coinvolto in questa missione comune, ricordandosi il perché ha scelto, un tempo, di sposare questa professione.


Manie di protagonismo, ipertrofia egoica e integrità


Per rammentare ai suoi medici il motivo per il quale hanno deciso di diventare tali, l'ego di alcuni suoi dottori che, al camice bianco preferiscono le apparizioni in TV o l'arricchimento facile a discapito della loro missione di vita, viene velocemente e drasticamente ridimensionato, pena la minaccia di licenziamento o il licenziamento stesso.


Il ruolo di un medico è simile a quello di un missionario, rammenta costantemente il dottor Goodwin, e non quello di un divo televisivo o di un milionario. L'autoreferenzialità, così come l'ipertrofia egoica, vengono messi al bando a favore dell'integrità e, dunque, della coerenza assoluta e del rispetto totale verso il giuramento di Ippocrate.


Il garbo, sempre e comunque


Non c'è bisogno di andare in escandescenza, ci insegna Il dottor Max, anche quando la situazione lo prevederebbe.


Contenimento emotivo, comportamenti sobri e parole garbate sono gli atout che consentono di rendersi persuasivi e degni di considerazione, anche quando siamo di fronte a comportamenti poco virtuosi. In questo modo, un rimprovero avrà la possibilità di trasformarsi in un momento di confronto e di crescita per entrambe le parti.


Il carisma è anche questo.


I pazienti come elemento centrale


Dall'altra parte, invece, ci sono i pazienti dell'ospedale, i veri elementi centrali, a cui il dottor Max dedica lo stesso identico trattamento, che siano assicurati o meno, ricchi o poveri, gentili o scortesi. Max ha sempre una parola di conforto perché sa che le parole hanno un potere terapeutico enorme.

Ancora una volta, Goodwin insegna che l'ego va messo in disparte, quell'ego che ci rende così ottusi e giudicanti. Anche da medici, talvolta. Si tratta di salvare delle vite umane e non di stabilire quale sia il miglior paziente o di primeggiare nel fare la diagnosi più corretta.


Per Max Goodwin ciò che conta è che tutti possano beneficiare di cure e assistenza medica, perché è l'uomo in quanto entità vivente ad essere al centro del suo mondo e non il prestigio che deriva dal ricoprire un incarico importante.


La professione medica come missione, anzitutto


Il mettersi al servizio dell'altro è una prerogativa assoluta e fondante del carisma, tanto più rafforzata da un ruolo professionale come quello di un medico, ruolo in cui questo elemento dovrebbe essere alla base della professione, rappresentandone le fondamenta.


Infine, il dottor Goodwin dà un insegnamento ecumenico del carisma: la ricchezza, il successo e il prestigio sono la conseguenza di una vita dedicata a un bene più grande.

Non sono e non devono essere il motivo per il quale si sceglie di indossare il camice bianco e di andare a salvare delle vite umane.


Comprendere il dolore altrui... vivendolo


Nel momento in cui Max Goodwin prende servizio come dirigente medico al New Amsterdam, scopre di avere un pernicioso cancro alla gola.

Questa è, infatti, la storia vera del dottor Eric Manheimer, l'autore del libro che ha ispirato la serie Netflix.


Ancora una volta, ci giunge un insegnamento di valore dalla parte di un medico che è un vero dottore, con la D maiuscola: un evento di malattia può essere un virtuoso momento di crescita interiore, nell'affrontare i nostri demoni e le nostre paure, sviluppando, contestualmente, la compassione verso il prossimo. Quella vera, non presunta.


Forse, in questo senso, oggi più di sempre, l'insegnamenti di Max Goodwin andrebbero presi in considerazione da chi indossa il camice bianco. E non solo.


Per poter comprendere il carisma nelle sue molteplici manifestazioni, ti invito a seguirmi sul mio canale YouTube e a leggere il mio libro "Interviste Carismatiche", il primo manuale della prima Trilogia sul Carisma.



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